Grossa crisi: torna Duga con la nuova stagione

Prima di svelare i contenuti della nuova stagione di Duga, il podcast su politica, attualità ed eterodossia, urge una precisazione: nonostante quello che media mainstream (tipo il reazionario Netflix, l’ordoliberista Amazon Prime o la conservatrice Rai con le sue propaggini eteree come Raiplay) provano ad imporci attraverso i loro prodotti, le stagioni sono quattro e si alternano all’interno dei dodici mesi dell’anno.

Per questo motivo nei 299 giorni di vita del podcast si sono già succedute due stagioni e l’ultima puntata ha inaugurato la terza.

Dopo questa imprescindibile premessa di carattere naturalistico (dopotutto l’alternarsi delle stagioni è dovuto al moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole – seppur combinato con la quanto mai sopravvalutata inclinazione dell’asse terrestre – e “rivoluzione” è una parola che ci è molto cara) andiamo ai contenuti di questo nuovo solstizio podcastico.

La terza stagione è sostanzialmente simile alla seconda, che era vergognosamente uguale alla prima, la quale differiva incredibilmente, però, da ciò che la precedeva, visto che nulla precedeva la prima stagione di Duga.

Piccola differenza della terza stagione è l’introduzione di un nuovo format: “Duga – The Newsroom”. Prendendo il sottotitolo dalla rinomata serie tv di Aaron Sorkin (la cui visione è fortemente consigliata) il nuovo format simboleggia la genuflessione del trio di conduttori all’impetuoso sgomitare della cronaca politica. Più spazio al commento dell’attualità, quindi, ma con il solito carico di eterodossia. L’attualità riletta sotto una lente radicale (i famosi occhialetti tondi alla Gramsci) nel tentativo di smontare la narrativa neoliberista dominante e dando il dovuto risalto a quelle notizie che sono state sottovalutate dai principali media.

La prima puntata, quindi, non può che trattare della crisi di governo innescata da Matteo Renzi. Si cerca di analizzarla per fare luce su alcune domande: cosa muove Renzi? Quali saranno i prossimi sviluppi? Perché la risposta del PD agli accadimenti politici è sempre quella del cervo che fissa i fari della macchina che sta per investirlo?

Ovviamente, le risposte sono confuse come i tempi che stiamo vivendo.

E poi le notizie che sono state trascurate nel corso della settimana dalla stampa italiana. Due su tutte:
il governo inglese che propone una riduzione delle imposte sugli assorbenti (una sorta di pink washing per mascherare il fatto che, se si rasasse la nuca da quegli sparuti capelli biondi, Boris Johnson rivelerebbe la sagoma di Voldemort che ne guida l’operato?).
– le proteste in Turchia a seguito della nomina di Melih Bulu a rettore di una delle principali università del Paese che hanno portato all’arresto di 36 manifestanti (ce ne parla il giornalista Murat Cinar, grande esperto del Paese).

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