È tempo di resuscitare le proposte di Keynes a Bretton Woods – Yanis Varoufakis

La Rinascita dell’Economia Globale per uno Sviluppo Sostenibile è la tavola rotonda virtuale organizzata dalle Nazioni Unite che si è tenuta il 24 novembre alle 15 ora italiana. Ospiti del segretario generale Antònio Guterres, illustri economisti da tutto il mondo tra cui Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze greco e attualmente Professore di Economia presso l’Università di Atene, e Paul Krugman, Professore emerito di Economia a New York e Premio Nobel per le Scienze Economiche nel 2008. Un discorso di apertura del dibattito è stato tenuto dalla Presidente della Banca Centrale Europea, Madame Christine Lagarde.

Kritica Economica ha seguito il dibattito e riporta di seguito alcune delle questioni e delle proposte di cui ha parlato il Professore Yanis Varoufakis.

Domanda: Abbiamo con noi una persona che sa come gestire una crisi del debito sovrano cercando di andare incontro alle necessità umanitarie di base delle persone, Yanis Varoufakis. Quali pensa guardando alla crisi pandemica in corso siano le priorità più urgenti?

Varoufakis: Affinché sia generata nuova speranza, citando Christine Lagarde, dobbiamo guardare al sistema corrente, che dalla crisi finanziaria del 2008 ha fatto tutto il lavoro pesante. Christine ha detto che le banche centrali ci sono e stanno svolgendo il loro lavoro, non ne dubito. Ma valutiamo la qualità dell’energia in gioco, la liquidità fornita delle banche centrali sta effettivamente funzionando nell’obiettivo di avere un impatto positivo quando si tratta di creazione di posti di lavoro di buona qualità da un lato, e di produrre le tecnologie verdi e l’energia verde di cui abbiamo bisogno per mitigare il cambiamento climatico? Temo davvero che il sistema sia completamente rotto, e questa non è una critica all’operato della banca centrale, è una critica, se vuoi, al governo e ai nostri blocchi economici.

Provo a spiegarlo con un esempio. Cosa succede quando la FED, la Bank of England o la BCE oggi, nel contesto della pandemia o addirittura nel 2009, stampano una grande quantità di denaro per limitare gli effetti avversi della crisi, sia essa quella finanziaria del 2009 o la recessione globale indotta dal COVID 19 oggi. Succede che c’è un intermediario, una banca commerciale. E la banca centrale è obbligata a trasferire operativamente i soldi alla banca commerciale, quest’ultima accetta il “telefono” e di solito chiama una grande compagnia, una mega-impresa poiché essa è la scommessa più sicura, e dice: “Ho 20/30/50 miliardi per te a un tasso di interesse ridicolo”. Queste società hanno già una scorta di denaro che non investono, però i soldi della banca centrale tramite la banca commerciale li prendono e cosa fanno? Vanno in borsa, riacquistano le proprie azioni. Ciò crea inflazione dei prezzi delle attività finanziarie perché i prezzi delle azioni salgono: i membri dei consigli di amministrazione saltano dalla gioia perché i loro bonus sono collegati ai prezzi delle azioni. In tutto ciò non esiste un investimento tangibile nelle cose di cui la società ha bisogno, posti di lavoro di buona qualità, transizione verde, eccetera.

Domanda: Intende dire che c’è un modo più efficace per utilizzare questa liquidità?

Varoufakis: Permettetemi di fare due esempi. Uno è nel contesto dell’UE, ma si può estendere anche oltre. La Banca Europea per gli Investimenti potrebbe ricevere il via libera dal Consiglio Europeo per emettere obbligazioni per un ammontare del 5% del Pil Europeo per un massimo di 5 anni, e la BCE può continuare a fare ciò che sta facendo, cioè sostenere questa operazione nei mercati secondari. Questo creerebbe un grande fondo attraverso il quale implementare un Green New Deal in Europa piuttosto che il Green Deal che abbiamo ora che è solo parzialmente finanziato, attirando inoltre investitori privati.

Il secondo esempio che voglio fornire è quello dell’Elicopter Money: eliminare l’intermediario e lavorare in modo molto più diretto. Immaginate a marzo, settembre o anche oggi, durante il secondo lockdown, se la Banca Centrale presieduta da Madame Lagarde, dovesse accreditare sul conto di ogni residente nell’UE duemila euro che potranno essere tassati alla fine dell’anno a seconda del reddito totale. Il governo australiano è riuscito nel 2009 ad evitare la recessione con questa decisione; la banca centrale di Hong Kong ha fatto più o meno la stessa cosa lo scorso marzo. Questa scelta è implementabile, è stata già sperimentata e può essere portata ad un livello molto più ampio.

Ad esempio, la Banca Mondiale potrebbe fare quello che ho suggerito faccia la Banca Europea per gli Investimenti. Il problema al momento è che l’unico bazooka che abbiamo contro la crisi, le Banche Centrali, stanno creando liquidità che da un lato funziona come un palliativo, ma dall’altro generano ripercussioni a lungo termine che aumentano le disuguaglianze, non creano posti di lavoro di buona qualità e non favoriscono la mitigazione del cambiamento climatico mentre “zombificano” molte aziende nel processo.

Riflessioni finali sul surplus, deficit e Keynes

Varoufakis: Ci vorrà molto più dei vaccini per curare le due principali malattie che minacciano costantemente l’umanità. La prima, il cambiamento climatico e, come dice Paul Krugman, servono investimenti soprattutto nel Sud Globale. La seconda, la naturale tendenza del capitalismo globale a creare divergenze tra i paesi in surplus e quelli in deficit. Dunque perché non pensare a modi per uccidere due malattie con una fava. 

Immaginiamo di rivedere il FMI e di ottenere il seguente accordo: si utilizzi una SDR o qualche tipo di meccanismo rinnovato dell’SDR, e si concordi che tutti i pagamenti internazionali, compreso il commercio internazionale e i flussi di capitale, siano denominati in questa unità monetaria comune. Sia essa chiamata SDR o “Cosmos”.

Immaginiamo anche di essere tutti d’accordo sul fatto che sui disavanzi e sui surplus venga addebitato un prelievo simmetrico, e le unità di Comsos o DSP vanno ad un Common Global Green Equity Fund da cui finanziare investimenti verdi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

In questo modo ridurremo contemporaneamente i deficit e gli avanzi che durante i periodi di ripresa, i periodi di crescita economica globale, creano tensioni, e durante i periodi di crisi aumentano le enormi disuguaglianze, gli aggiustamenti asimmetrici e quindi le crisi del debito nel Terzo Mondo e nei paesi in via di sviluppo.  Quindi riduciamo questi squilibri e nel processo generiamo investimenti verdi globali, soprattutto nel Sud Globale.

Preciso che questo non è un mio pensiero inedito, John Maynard Keynes ne propose una versione a Bretton Woods nel 1944, ma fu respinta. E’ tempo di rilanciare quel tipo di proposte al fine di sfruttare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per affrontare le diverse minacce verso l’umanità.

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Giorgio Michalopoulos è laureato in Economia alla Bocconi. È nato, legge libri, morirà

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